giovedì, agosto 14, 2008

Stupida puttana. Iris Bahr. Einaudi.

Sarebbe decisamente riprovevole e sconveniente per un recensore serio lasciarsi attrarre nella scelta delle letture da copertine con veneri scosciate e titoli volgari, per cui sarò io a raccontare di questo fresco ed audace diario di viaggio, che da tipica metafora diventa un vero e sincero percorso formativo personale ed opera lieve e gradevole. Piantata in asso al suo arrivo in Thailandia, la ventenne Iris si trova da sola a gestire la propria permanenza in suolo straniero: è in bilico tra il normale desiderio di socializzare e la sua abituale tendenza ad isolarsi. Colleziona infezioni batteriche, repentini innamoramenti, smarrimenti nella giungla, sviluppa empatia per le regine dei night, sperimenta responsabilmente sostanze ed altrettanto irresponsabilmente rischia di pregiudicare amicizie e rapporti per i suoi frequenti colpi di testa. Dai contorni volutamente forzati è il tentativo di placare, attraverso l'agognata ricerca di un'improbabile prima completa esperienza sessuale, il reale disperato bisogno d'affetto generato da un' altrettanto gigantesca carenza di autostima, retaggio derivato da tristi eventi e pesanti problematiche familiari. Con forma spigliata e spontaneamente eccessiva, questa ragazza ebrea descrive il prosieguo delle proprie avventure in Vietnam, Nepal e India, dapprima sola, poi affiancata sempre più da un'omonima complementare compagna di viaggio, in pratica la sua metà razionale. In definitiva riesce a dimostrare a sé stessa di possedere finalmente un'attenta e serena maturità quanto a spiritualità e saggezza, arrivando ad accettare la condizione di vergine per il suo effettivo valore, che in fondo non è molto altro rispetto a quello che gli si pretende di attribuire: forte di questa rivelata noncuranza, finalmente scopre la miracolosa naturalezza del piacere. Attraverso una leggera e dissacrante volgarità narrativa, l'autrice demolisce le convenzioni legate alle materie politiche e religiose del proprio paese, utilizzando a tale scopo l'argomento erotico come sconcio e divertente grimaldello.

postato da fabiothc72 15:36 | commenti

giovedì, agosto 07, 2008

LA TEORIA DELL'ELASTICO. Luca Rachetta. MEF - L'autore Libri Firenze.
lateoriadellIl sottotitolo molto esplicativo recita Viaggio fra le tipologie umane della nostra società. Sono dodici brevi racconti, non sempre di facile lettura, fantasiosi, a volte inverosimili e paradossali, che focalizzano l'attenzione su alcuni degli aspetti più estremizzati di questa nostra balorda società, il tutto condito con ironia e scherno. Un discorso a parte merita lo stile: ricercato, garbato, volutamente un po' antiquato e sofisticato, nel quale la fa da padrone l'abbondanza di aggettivi e sinonimi, precisi e puntuali di cui è così ricca la nostra meravigliosa lingua. I racconti non sono certo il mio genere letterario preferito, tutt'altro, ma in questo caso non posso che riconoscerne il valore. Ho trovato poco e niente in rete su questo autore a cui vorrei fare i miei più sentiti complimenti.

postato da dony 17:07 | commenti (1)

LA LOGGIA ASSASSINA. Kurtz Katherine - Harris Deborah T.. TEA
laloggiaassassinaAmbientato nell’Inghilterra dei giorni nostri, La Loggia Assassina è l’ultimo libro di una saga dedicata all’occultismo e alla lotta tra il bene e il male.
Protagonista è Sir Adam Sinclair, ricco e famoso psichiatra, esimio membro d’una società segreta (la Loggia di Caccia) rivolta a difendere il bene/Luce dalle massonerie consacrate all’Oscurità.
Suo nemico giurato è Francis Raeburn, capo della Loggia della Lince, una setta facinorosa che mira a conquistare il mondo.
Recatosi in America per motivi di lavoro e personali, Adam perde momentaneamente di vista la delicata situazione: presso il sito megalitico di Callanish, in Scozia, Raeburn ad alcuni accoliti celebrano un rito per evocare una forza atavica che consenta loro di sconfiggere gli avversari, utilizzando come vittima sacrificale proprio Adam Sinclair.
Quando si dice: te la sei cercata e ben ti sta. Sapevo che esoterismo, occultismo e compagnia bella non sono temi che m’incuriosiscono, tuttavia mi sono lasciata fuorviare dalle critiche entusiaste e favorevoli. Personalmente in questo libro non ho trovato nulla che valesse la pena leggere due volte – nemmeno le descrizioni paesaggistiche. Dalla trama al sottile spessore dei personaggi, si tratta in tutto e per tutto di un luogo comune stampato su cellulosa, tratteggiato da uno stile elementare e modesto, la cui prolissità offre la pia illusione che si possa trovare tra le sue pagine qualcosa di innovativo ed accattivante.

postato da ernus 12:08 | commenti

venerdì, agosto 01, 2008

LEGGERE. Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi. Corrado Augias. Mondadori.
leggereChi è causa del suo mal pianga se stesso. Lo sapevo, lo sapevo. Certo come potevo non saperlo?! Questo libro è uscito proprio sotto Natale, è breve, scritto in grande e con una copertina fosforescente: il classico libro che una casa editrice famosa commissiona ad un autore stimato per aumentare le vendite visto che le feste e il Natale in particolare sono sempre una buona occasione. Ci sarebbe molto da disquisire sul perché io l'abbia comprato comunque, diciamo che proprio l'autore ha dato il colpo fatale ai miei indugi. Rimane veramente poco da dire, si legge in un pomeriggio, piacevole ma in alcuni punti anche banale, nulla di più, una chiacchierata disarticolata di una persona molto colta. Mea culpa.

postato da dony 11:38 | commenti (1)

Wicked lovely. Incantevole e pericoloso. Melissa Marr, 2008, Fazi.
wickedlovelyLa trama in due parole: Aislinn è orfana di madre, vive con la nonna materna che l’ha cresciuta ed addestrata a fingersi normale. Una normalità che Aislinn è ben lungi dal provare, circondata dal mondo fatato malevolo e dispettoso, che è capace di vedere. Non vedere, non sentire, non parlare. Questo le ha insegnato la nonna, ossessionata dall’idea di perdere la nipote. L’intera faccenda assume una connotazione cupa quando alcuni esseri fatati iniziano a seguirla e a comunicare con lei, in primis: Keenan, Re dell'Estate, convinto che Aislinn sia la prescelta per diventare sua compagna di vita.
Sconvolta dagli avvenimenti, Aislinn si confida con Seth (del quale è innamorata e ricambiata): un diciottenne fascinoso con una passione smodata per i piercing, un serpente da compagnia ed il vagone abbandonato di treno come casa. Sebbene non sia il primo attore, Seth è il perno attorno a cui ruota tutta la vicenda, il contrappeso che permette a Aislinn di sopravvivere alla regina cattiva e sottrarsi ad un destino che non vuole.
Wicked Lovely è l’ennesimo romanzo che si bea della fama d’altri. Nel libro di Melissa Marr si trovano molti spunti presi in prestito da altri autori – e nemmeno tanto velatamente: le tendenze sadiche della regina Beira hanno i connotati di quelle della regina Andais di L. Hamilton; l'aggressione di Aislinn è simile a quella che rischia Bella Swan di S. Meyer.
Ad eccezione di qualche pennellata malandrina regalata da Seth, in generale i personaggi sono tratteggiati sommariamente, incapaci di suscitare un effettivo coinvolgimento dal parte nel lettore. Un romanzo senza ambizioni quindi, che nonostante abbia mescolato nozioni approfondite del regno fatato alla realtà quotidiana, risente indubbiamente dell’assurdamente erronea campagna pubblicitaria che lo paragona a Twilight della Meyer.

postato da ernus 09:56 | commenti

giovedì, luglio 31, 2008

La tela del ragno. Il delitto Moro. Sergio Flamigni. Kaos.
telaragno2003Qualche tempo fa, nei commenti a uno delle seguenti letture Doveva morire L'affaire Moro, mi è stato chiesto se potevo consigliare un libro che trattasse in modo esaustivo il sequestro Moro: penso, sia pure con molta incertezza, di potere suggerire questo volume di Sergio Flamigni, ex parlamentare e membro delle commissioni Parlamentari d'inchiesta sul caso Moro, sulla Loggia P2 e Antimafia. E’ un volume che ha sicuramente il pregio di essere molto dettagliato, una raccolta veramente notevole di quanto emerso in questi anni, condito da opportune, brevi, riflessioni, tuttavia mi sembra che, anche in questa dovizia di particolari, Sergio Flamigni riesca a mantenere una chiara visione d’insieme della vicenda, anche usando lo stratagemma di ripetere più volte alcuni passaggi cruciali (qualche stralcio di lettera di Moro, ad esempio). Se ho qualche incertezza nel consigliare La tela del ragno è per il timore che la vastità dei dettagli e storie trasversali al sequestro Moro presenti nel libro, finisca per disorientare e annoiare il lettore non molto in confidenza con la tragica vicenda. In questo caso, vale la pena di rileggersi la preziosa cronologia che apre il libro, cronologia che però non riesce a nascondere quello che, a mio avviso, è il maggior difetto del volume e cioè la mancanza di un riepilogo analitico finale della vicenda (possibili moventi, scenari e mandanti). L’opinione di Sergio Flamigni è scritta neanche tanto tra le righe dell’ultimo capitolo, ma ritengo che un volume così ampio e dettagliato meritasse un riepilogo sistematico dei nodi sciolti e dei misteri tuttora irrisolti in questa vicenda spartiacque della politica italiana.

postato da caccola 08:20 | commenti (1)

mercoledì, luglio 30, 2008

L'AMULETO DI SAMARCANDA. Trilogia di Bartimeus Vol. 1. Jonathan Stroud. Salani.
LAMULETODISAMARCANDAQualcuno sa perché tutte le serie fantasy più famose sono trilogie? C'è un motivo o è casuale? Curiosità a parte, questa trilogia non è recentissima ma ha una grande fama per ora abbastanza meritata. E' un fantasy veramente anomalo e originale per svariati motivi. Ambientato in una Londra dickensiana nella quale i maghi, che non nascono con poteri particolari ma vengono scelti da piccoli ed educati di conseguenza, detengono il potere e sono osteggiati dai "comuni". I maghi imparano così ad utilizzare e a comandare i poteri delle altre entità: folletti, jinn (demoni), afrit che diventano così i loro schiavi. Singolarmente inoltre i maghi vengono rappresentati non come " buoni" tutt'altro, sono assetati di potere, senza scrupoli, senza nessuna morale e per questo sono disprezzati e odiati dai loro servi. Nathaniel è un ragazzino di 12 anni, intelligente ma superbo, dotato ma impaziente, nonostante la sua giovane età e l'inesperienza riesce a convocare Bartimeus, un antico e potente jinn, per fargli rubare l'Amuleto di Samarcanda a Simone Lovolace suo nemico dichiarato. Questo furto nato come una semplice vendetta scatenerà però una serie di ineluttabili eventi e svelerà un pericoloso piano ordito ai danni del Primo Ministro. La trama non è particolarmente originale ed è tutta "azione", il più lo fa l'ambientazione ma soprattutto Bartimeus: simpatico, presuntuoso, insolente, ironico e collerico, con le sue note a piè pagina irresistibili che valgono da sole l'acquisto del secondo volume.

postato da dony 19:02 | commenti

martedì, luglio 22, 2008

IL GIOCO. King Laurie R., Neri Pozza.

ilgiocoSiamo agli inizi del 1924. Sherlock Holmes e Mary Russel sono sposati (già… nessuno se lo sarebbe aspettato, almeno non in Italia), lei si dedica ai suoi studi, lui – spesso annoiato – aspetta che qualche caso bussi alla loro porta.

L’occasione d’intraprendere una nuova avventura si presenta quando Mycroft Holmes, buongustaio fratello di Sherlock e membro del servizio segreto britannico, si ammala in un momento in cui è necessaria una visita investigativa in India. La scomparsa improvvisa dell’agente segreto Kimball O'Hara (ndr.: trattasi effettivamente del personaggio di “Kim” dell’omonimo romanzo di Rudyard Kipling), ha suscitato numerosi problemi ed indagini che non hanno condotto a nulla.

Per quanto le descrizioni dettagliate e tattili dell’India rendano la lettura interessante, l’intero romanzo si basa su Il Gioco, ossia la raffinata e complicata arte dello spionaggio, portata avanti dal governo britannico sulla frontiera nord-occidentale delle colonie indiane. Questa persistente contesa – continui travestimenti e trasferimenti – appesantiscono e rallentano la narrazione, facendo sì che spesso le sorprese, i climax e le relazioni tra protagonisti (che hanno reso singolare il primo romanzo) perdano d’efficacia.

Il Gioco (alias: THE GAME) è il settimo libro su Mary Russel e Sherlock Holmes e, sebbene la critica ne sia stata più che entusiasta, personalmente non lo ritengo uno dei migliori. A ciò si aggiunga che trovo la scelta editoriale di pubblicare il primo volume ed il settimo del tutto priva di senso, il lettore è solito affezionarsi all’autore ed ai personaggi da lui creati, ed ama avere una visione ampia piuttosto che frammentata della loro evoluzione all’interno dell’intera storia.

postato da ernus 13:58 | commenti (2)