venerdì, novembre 20, 2009
BETRAYED. P.C. Cast & Kristen Cast. Nord
“Betrayed” è il secondo volume della saga “House of Night” (ne sono previsti ben 12, quindi ne parleremo ancora per un po’).
Protagonista indiscussa è sempre Zoey Redbird, adolescente in attesa di diventare vampiro… o morire durante la trasformazione. La House of Night – sotto alcuni aspetti una scuola di potteriana reminiscenza, ma più realistica – continua ad essere teatro di amori, amicizie, dissapori ed intrighi che prendono forma lentamente, assumendo colori sempre più cupi.
Toccata dal favore della dea Nyx e finalmente parte integrante di un eterogeneo gruppo di amici, Zoey si destreggia (poco abilmente) tra due fidanzati/pretendenti: Erik Night, un novizio vampiro ed Heath Luck, partner del tempo fu, mentre sullo sfondo compaiono i segni della crisi a venire. Alcuni ragazzi umani vengono trovati morti, tutti gli indizi sembrano condurre inesorabilmente alla House of Night e proprio quando Zoey necessita di tutto il sostegno possibile per fronteggiare la scabrosa situazione la morte bussa anche alla sua porta… Stevie Rae, migliore amica e compagna di stanza viene uccisa.
Vampiri, leggende indiane, magia Wiccan, adolescenti ed un registro linguistico giovanile, ma pur dotato di spessore, fanno di questo romanzo uno specchio (dalla fiaba alle scene di sesso più o meno esplicite) della generazione a cui le autrici si riferiscono; quella che va dalla fine dell’infanzia (terminata con la presa di coscienza della caducità della vita per un novizio vampiro) alla post-adolescenza.
mercoledì, novembre 18, 2009
martedì, novembre 10, 2009
GLI DEI DI PIETRA. Jeanette Winterson. Mondadori.
La terra dopo la Terza Guerra Mondiale ha gli anni o forse i mesi contati. Per questo la MORE, una multinazionale che senza nessun tipo di elezione oramai detiene il comando totale del mondo occidentale ha costruito una Robosapiens, un robot programmato per prendere delle decisioni non condizionate da nulla, né potere, ne religione, con la facoltà di evolversi, cosa che gli si ritorcerà contro. Billie Crusoe è una scienziata che si deve accontentare di un posto all'Ufficio Migliorie nonostante non creda per nulla nel sistema e cerchi, per quel che le è possibile, di vivere una vita più "umana": abitando in una fattoria, rifiutando il fissaggio genetico (procedimento che ferma il corpo all'età scelta), o anche solo ponendosi domande scomode. Scomoda infatti la trova il suo superiore, prototipo perfetto dell'arrampicatore inserito nel sistema, che la obbliga a prendere parte alla prima missione di popolamento del Pianeta Azzurro, l'unica speranza rimasta agli umani. Durante questa spedizione Billie avrà modo di constatare come l'uomo sia destinato a fare per sempre gli stessi errori e si innamorerà di Spike, la robosapiens che ormai di robotico ha veramente poco. Non possono che suscitare le mie simpatie quegli scrittori che hanno il coraggio di avventurarsi nella fantascienza. Tutto è ormai stato scritto e inventato. Per questo appunto mi accontento solo di qualche spunto interessante. Questi ci sono, anche se ovviamente riflesso di moltissime opere precedenti e più famose. La trama invece prendendo a pretesto una continuità temporale (passato e futuro che si fondono nel presente) nemmeno chiarita al lettore, risulta veramente sconclusionata. La Winterson (di cui ho letto altri due romanzi) parla sempre di amore, in particolare di amore omosessuale, con una grazia e una delicatezza veramente notevole, ma il suo stile molto poetico non è decisamente fatto per una come me che lo trova solo un po' confuso e poco consistente.
giovedì, novembre 05, 2009
LE CONFESSIONI DI MAX TIVOLI. Andrew Sean Greer. Adelphi.
San Francisco fine '800, primi del '900. Max è un mostro, o meglio così si definisce. Nasce con le fattezze di un vecchietto e la sua crescita è in senso contrario. Quando sarà vecchio avrò il corpo di un bambino e da ragazzino è imprigionato nel corpo di un attempato signore. Sua madre lo esorta a "diventare quello che sembra", di conseguenza a nascondere sempre la sua vera identità. Max racconta in prima persona tutta la sua vita, tragico finale compreso, sullo sfondo di una San Francisco descritta in maniera superba. Racconta dell'amicizia/amore che l'ha sostenuto per una vita intera con l'amico Hughie, l'unico che fin da piccolo si è accorto di tutto e non si è mai posto alcun problema. Ma soprattutto l'amore ossessivo per Alice, persa e ritrovata per ben tre volte nel corso degli anni, sempre ovviamente con diverse identità. Come recita l'incipit "Siamo tutti il grande amore di qualcuno". Ovviamente la trama non è originalissima, anche se il libro è uscito prima di tutto il clamore su Il curioso caso di Benjamin Button di Fitzgerald, portato dal film con Brad Pitt. E' il primo romanzo del giovane autore americano che ho già avuto modo di apprezzare quest'anno in Storia di un matrimonio. Lo stile è il suo, particolare e curato e non certo colloquiale. La trama, ricca di colpi di scena, si snoda anche qui piuttosto lenta, cosa assolutamente sopportabile. Confermo la buona impressione avuta dell'autore, pur con le sue pecche, difficilmente ho trovato uno scrittore che sappia dar voce così bene a tutte le sfaccettature e le complicazioni dei sentimenti umani.
lunedì, ottobre 26, 2009
LA RAGAZZA FANTASMA. Kinsella Sophie. Mondadori.
Lara ha 27 anni ed una vita in cui nulla funziona come dovrebbe. Il fidanzato l’ha lasciata con una e-mail e la collega-amica l’ha abbandonata per prendersi una lunga vacanza mentre la società rischia di fallire.
A questo si aggiunga che durante il funerale di una sconosciuta prozia Lara incontra il fantasma, ventitreenne, della defunta. Sadie Lancaster è bella, eccentrica, capricciosa e non proprio il massimo della cortesia.
Qui iniziano le avventure per recuperare una collana perduta, un passato nuovo abilmente nascosto tra le pieghe di difficili relazioni famigliari, ed infine un futuro più roseo.
È un libro leggero leggero. Praticamente inconsistente, scritto con il consueto stile colloquiale della Kinsella.
Una domanda per l’autrice: possibile che le sue protagoniste debbano finire con il “farsi salvare” da uomini ricchi?
venerdì, ottobre 16, 2009
CI SONO BAMBINI A ZIGZAG. David Grossman. Mondadori.
Nono è un ragazzino israeliano confuso, ribelle e disorientato (a zigzag appunto), alle soglie della sua maturità religiosa e dei relativi festeggiamenti. Figlio di un diligente ed ombroso ispettore di polizia ma cresciuto più che amorevolmente da Gabi, la sua compagna: estroversa e fantasiosa. Durante un rocambolesco viaggio in treno per Haifa viene rapito dal noto ladro gentiluomo Felix Glick che lo porterà a sua volta dalla famosissima attrice Lola Ciperola alla ricerca della sua storia e del suo passato, troppo a lungo taciuti dal padre. Ho letto questo romanzo piena di aspettative, sull'onda dell'entusiasmo dopo il bellissimo Qualcuno con cui correre e attirata da un titolo a mio avviso fantastico. Non c'è che dire il mio parere sulle capacità narrative di Grossman non cambia, ma sono rimasta piuttosto delusa da una trama a metà via tra il fiabesco e il romanzo d'avventura, un po' scontata e che gioca per troppe pagine su un mistero che si intuisce praticamente subito, a tratti lenta e macchinosa. Peccato perché alcuni personaggi, Gabi su tutti, sono indubbiamente particolari e convincenti.
lunedì, settembre 21, 2009
ANIMAL. Sinha Indra, Neri Pozza.
Animal cammina a quattro zampe. Il suo nome si è perso nei miasmi che la fabbrica Kampani ha sparso nel piccolo villaggio indiano di Khaufpur. Un nome perduto insieme alle molte vite che “quella notte maledetta” hanno cessato di esistere. Abbandonato in fasce davanti ad una porta e cresciuto in un orfanotrofio, Animal è prodigio ed abominazione. Se da un lato è un miracolo che sia scampato ai veleni mortali, dall’altro le tossine gli hanno portato via la metà umana. All’età di sei anni la sua schiena si piega a metà, irrimediabilmente, e quando finalmente le ossa smettono di fondersi la parte più alta di lui è il culo. La sua esistenza si trascina tra accattonaggio e furtarelli fino a quando non entra a far parte della banda di Zafar, combattente e rappresentante della lotta contro la Kampani.
Partendo dal tragico incidente chimico-industriale del 1984, Sinha Indra, dipinge sapientemente con colori torridi e violenti la storia di una vittima – e per esteso di tutte le persone coinvolte – incapace di rassegnarsi alla condizione innaturale che gli è toccata in sorte. Animal è un personaggio poliedrico, disgustoso e dignitoso, capace di grandi passioni e di profonde riflessioni. Falso e leale, scurrile e riservato. Un eroe meschino eppure coraggioso. Un protagonista dietro cui si cela un mondo di disperazione, povertà ed onorevole sofferenza. Un protagonista indimenticabile.
venerdì, settembre 04, 2009
ANNA KARENINA. Tolstoj Lev. Einaudi.
Pur partendo dal considerevole presupposto che parliamo di uno dei più grandi classici della letteratura, devo ammettere che la lettura non mi ha conquistato. Attorno alla nota e tragica vicenda di Anna e a Vronskij – della quale volutamente non accenno la trama – si apre a coda di pavone un ventaglio di personaggi tristi e strozzati tra i quali ho apprezzato, seppur verso la fine, soltanto Dolly, cognata di Anna, che dal suo piccolo e mesto microcosmo regala al lettore alcune perle di saggezza.
Gli altri personaggi sono – volutamente credo – troppo manierati, prigionieri delle convenzioni sociali, della falsità e dei malintesi che la mancanza di dialogo umano causa. Tra tutti, Vronskij è senza dubbio quello che ho detestato maggiormente dalla prima all’ultima apparizione. È lui la causa scatenante della crisi ed il movente del suicidio; dapprima il capriccio e quindi la debolezza, la scontentezza simile a quella di un adolescente viziato, acuiscono in maniera esponenziale il sentimento della colpa e dell’inadeguatezza che pervadono Anna; soffocandone il coraggio, l’amore e il desiderio di libertà.
Anna è vittima delle regole sociali, dell’odio, dell’incomprensione, delle proprie ed altrui scelte. La sua morte è la punizione per la trasgressione, la ricerca della felicità dell’individuo inteso come singolo e non parte della macchina sociale; così come la desolata vicenda che precede la fine è un monito a cercare gratificazione gioia nella quotidianità che sta a portata di mano, come Levin e Kitty che, una volta abbandonate le idee romantiche, si ritrovano felicemente maritati.



