giovedì, luglio 03, 2008
LA STRAORDINARIA INVENZIONE DI HUGO CABRET. Brian Selznick. Mondadori.
Io di arte non ne capisco davvero nulla, vado esclusivamente a sensazione. Quindi quando ho scartato il pacchetto (è stato un regalo) e ho letto sulla copertina "Tra romanzo, cinema e graphic novel, un libro in cui le parole illustrano le immagini" prima sono andata a controllare sulla mia Garzantina cosa fosse esattamente una graphic novel, anche se la definizione lo lascia intuire, poi mi sono incuriosita, anche in considerazione del gran parlare che se n'è fatto. Mi scusino gli amanti del genere, ma per i profani come me il libro consiste in una storia illustrata da molti e bellissimi disegni a carboncino, quindi in bianco e nero, intramezzati da pagine scritte che non spiegano la storia, la proseguono. L'autore ha preso spunto dalla storia di Georges Méliès, considerato a tutti gli effetti l'inventore degli effetti speciali nel cinema degli albori. E' la storia di Hugo, un ragazzino orfano che vive di nascosto nella stazione di Parigi e che nel tentativo di aggiustare un uomo meccanico unica eredità del padre, conoscerà una sua coetanea Isabelle e insieme a lei porterà alla luce un grande segreto. "Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu." A parte questa frase che mi piace moltissimo, questa storia per ragazzi è carina, un'idea originale, ma l'impressione è che sia stata un po' sopravvalutata.



